
Intervento Programmatico del Presidente Vincenzo
Pepe all'inaugurazione del 26 giugno 2007
FARE AMBIENTE – Movimento Ecologista
Democratico-liberale (MED) – non a caso, nasce in Campania dove la
crisi ambientale mette a nudo non solo l’incapacità delle
istituzioni ma anche dei movimenti e delle associazioni
ambientaliste tradizionali.
Un gruppo di Docenti universitari,
esperti in politica e gestione dell’ambiente insieme a molti giovani,
lavoratori, professionisti, imprenditori, cittadini hanno deciso di
mettersi insieme per contrastare una metodologia anacronistica per
tutelare l’ambiente e l’ecosistema.
Ogni fondamentalismo finisce per
nuocere alla causa, risultando spesso irrazionale e fideistico.
In Italia non ci sono molte
organizzazioni ambientaliste, anzi, oserei dire che sono quasi inesistenti,
soprattutto, quelle che si ispirano alla democrazia liberale.
FARE AMBIENTE è un Movimento
associazionistico ambientalista che si ispira al liberalismo
solidaristico che si sviluppa nella forma di Stato sussidiario.
Il principio di sussidiarietà enunciato
da Aristotele, S. Tommaso, Prudhon, Toqueville, e dalla Chiesa
cattolica rappresenta un modello non solo di divisione di competenze
ma una filosofia di vita che regola essenzialmente il rapporto tra
il cittadino e l’autorità.
La famiglia è il primo aggregato
sussidiario ed è proprio nel nucleo familiare che si avvia il
processo di educazione ambientale che è alla base del comportamento
sia dei singoli che delle collettività.
La sussidiarietà che rappresenta uno
dei pilastri dell’Unione europea è poco conosciuta dal nostro
ordinamento giuridico ma è proprio il suo meccanismo, già presente
nelle grandi democrazie, che può meglio realizzare la libertà dei
singoli, la democrazia e la solidarietà.
Lo Stato sussidiario in materia
ambientale è il modello che noi proponiamo perché presuppone
l’assunzione di responsabilità prima del cittadino poi delle
aggregazioni sociali e dei livelli istituzionali, nell’accezione
della sussidiarietà orizzontale e verticale.
Il filosofo Hans G. Gadamer nelle sue
lezioni napoletane ha sempre ribadito che la libertà è
responsabilità e che la questione ambientale non è la negazione
della libertà ma è responsabilità.
FARE AMBIENTE si ispira alla democrazia
e alla libertà di mercato come valori fondanti dello sviluppo
sostenibile; vuole affermare che non è possibile negare le forme
equilibrate e razionali dello sviluppo ma questo deve essere
rapportato a un processo di mutamento in cui lo sfruttamento delle
risorse, l’orientamento dello sviluppo tecnologico ed il cambiamento
istituzionale siano in armonia e migliorino il potenziale, sia
presente che futuro, per soddisfare le esigenze e le aspirazioni
umane.
L’ambiente come valore generale è
trasversale e deve essere considerato come parte integrante di tutte
le politiche nazionali e globali..
E’ difficile definire l’ambiente, dal
latino ambitus (tutto ciò che ci circonda), l’ambiente
ecumenico e non ecumenico: l’ambiente è tutto!
L’OMS (Organizzazione Mondiale della
Sanità) lo definisce come l’insieme degli elementi fisici, chimici,
biologici e sociali che debbono rimanere in equilibrio tra loro per
non alterare l’ecosistema.
La tutela dell’ambiente e
dell’ecosistema trova nello sviluppo sostenibile il proprio
fondamento internazionale e comunitario a cui ogni politica e
comportamento umano deve ispirarsi.
Il principio dello sviluppo sostenibile
viene enunciato negli anni ’80 per sottolineare il rapporto tra
risorse naturali ed economia e viene sacralizzato nei Principi di
Rio de Janeiro 1992.
Lo sviluppo sostenibile è uno dei
Principi dell’Unione europea ( Trattato di Amsterdam . Dichiarazione
di Nizza- Costituzione europea)
Tutte le politiche ambientali radicate
solo in una visione eco-marxista, risultano demagogiche e talvolta
nocive all’ambiente perché non tengono conto di strategie
internazioni e delle logiche del mercato.
FAREAMBIENTE vuole dare voce a quei
giovani, uomini donne che vogliono tutelare l’ambiente e la qualità
della vita attraverso uno sviluppo equo e razionale contro ogni
fondamentalismo ambientale.
Il Movimento ecologista democratico
–liberale FARE AMBIENTE conta già oltre 5000 iscritti e come
coordinatori regionali annovera personalità del mondo universitario,
esperti in gestione del territorio, professionisti, studenti che con
grande responsabilità e senso istituzionale vogliono sostenere
iniziative tese a diffondere lo sviluppo sostenibile come valore
generale.
La sostenibilità è un nuovo valore che
deve radicarsi nella coscienza di tutti come nuovo stile di vita per
limitare le emissioni in atmosfera (cambiamento del clima), l’uso
razionale dell’acqua, la gestione del territorio, la tutela del
mare, la conservazione della biodiversità umana e naturale, una
nuova politica sulle fonti energetiche considerando che l’Italia è
fondamentalmente contro il nucleare ma acquista energia nucleare per
l’80% dalla Francia per soddisfare il proprio bisogno energetico.
Ciò è da considerarsi paradossale perché “ è come un vegetariano che
per principio etico non mangia carne ma la compra e la vende per
tutti”
Noi vogliamo la politica del FARE
AMBIENTE considerando che lo sviluppo economico e sociale deve
necessariamente coniugarsi con la tutela dell’ambiente
Senza una adeguata protezione
dell’ambiente lo sviluppo è compromesso senza sviluppo la protezione
dell’ambiente fallirà.
E’ emblematico il problema dei rifiuti
in Campania ove non solo manca una strategia globale del ciclo
integrato dei rifiuti ma i Movimenti ambientalisti con metodologie
vetero sessantottine sono contro gli impianti che utilizzano la
migliore tecnologia disponibile (principio comunitario) e contro le
discariche. Il risultato è che la Campania corre seri rischi
igienico sanitari, i rifiuti sono arrivati ai piani alti dei palazzi
e con l’estate si paventa una nuova ventata di colera. Questo non è
sviluppo sostenibile!
I Movimenti ambientalisti napoletani
che esprimono anche l’attuale Ministro per le politiche ambientali
devono subire l’onta di una discarica nel Parco Nazionale del
Vesuvio, a Terzigno, un’altra nelle aree contigue di riserve
naturali determinando il fallimento della politica della
Conservazione della natura nel nostro Paese.
L’associazionismo ambientalista
italiano nasce a cavallo tra l’ottocento e il novecento con zoofili,
botanici, naturalisti, escursionisti e amanti della montagna e su
loro pressione nascono in Italia i primi Parchi (Gran Paradiso,
Stelvio, ecc.) e le prime associazioni (CAI, Touring Club).
Negli anni ’60 si sviluppa una nuova
sensibilità ambientalista legata al recupero dei beni culturali,
alla gestione del territorio, sempre ad opera di intellettuali nasce
Italia Nostra (1955) e il WWF nel 1966
Le tesi del Club di Roma 1972
(certamente non si sinistra) diedero un nuovo impulso alla questione
ambientale e posero l’accento sui limiti dello sviluppo.
Le forze marxiste sono sempre state
lontane dalle questioni ambientaliste perché legate alla cultura
dell’industrialismo e alla difesa dei posti di lavoro. Negli anni
’80 l’ambientalismo ha attratto i gruppi estremisti, l’arcipelago
verde con alternativi, obiettori, non violenti, pacifisti,
terzomondismi, animalisti, femministe, macrobiotici, bioagricoltori,
reduci del ’68, cattolici di sinistra, regionalisti. Iniziano a
indebolirsi le Associazioni ambientaliste tradizionali, gli stessi
Amici della terra a cui si deve il simbolo del sole che ride non si
ritrovano più in questo arcipelago e fanno fatica sad affermare il
“realismo” contro gli estremismi.
Il processo di estremizzazione del
movimento ambientalista culmina nelgli anni ’80 con la nascita di
Legambiente all’interno del PCI e si sviluppa nell’ARCI con un
notevole patrimonio, mezzi, risorse fino ad acquisire il quasi
monopolio dell’associazionismo ambientalista italiano.
Negli anni ’90 l’ambientalismo italiano
finisce saldamente in mano a gruppi di estrema sinistra, piccoli
partiti, e a Legambiente che grida alla catastrofe ambientale se c’è
una giunta comunale di centro destra, tuba graziosamente con le
giunte di centro sinistra.
Da questa analisi scaturisce la
necessità in Italia di una cultura d’ambiente realista e non
fondamentalista. Un Movimento ambientalista che guarda al mondo
democratico liberale creando osmosi con il modo del lavoro, delle
professioni, degli studenti, ricercatori, e di tutte le
organizzazioni che si identificano in questa nostra progettualità.
ORGANIZZAZIONE
FAREAMBIENTE ha una organizzazione
federale regionale, i coordinatori regionali e i laboratori verdi.
Ogni Laboratorio verde rappresenta una struttura locale operativa e
può essere costituita con un minimo di n. 10 iscritti.
La prima Assemblea è stata convocata a
Palermo per il mese di ottobre mentre la riunione dei coordinatori
sarà convocata a Paestum per i primi di settembre.
PROGRAMMA
Una legislazione ambientale per
principi superando l’attuale inquinamento da norme rivisitando in
quest’ottica il Testo Unico ambientale del 2006.
Campagne di sensibilizzazione sul FARE
LO SVILUPPO SOSTENIBILE
Campagne nazionali sul riutilizzo dei
rifiuti : chiedere alle Imprese di collaborare eliminando alla fonte
i rifiuti superflui.
Più incisività sull’uso delle energie
alternative, obbligando i Comuni al bilancio energetico con
l’obbligo di tetti di risparmio e pianificazione per produzione di
energia eco compatibile. Noi siamo per tutte le forme di energia
rinnovabile e per la valutazione d’impatto ambientale, Vedi l’uso
dell’eolico in Germania e in Spagna.
La cultura d’ambiente e dello sviluppo
sostenibile nelle scuole è la base dello stile di vita eco-sostenibile
Rivisitare la legislazione sulle aree
protette, ritenendo pericoloso il proliferare di Parchi e di vincoli
perché ciò potrebbe omologare l’intero territorio svilendo il
fondamento, ovvero la conservazione di biodiversità di alcune aree
di particolare pregio
Avviare la riforma contenuta nel Testo
Unico Ambiente sulla Autorità di bacino per la Tutela sul suolo. In
questo momento è tutto fermo.
Una attenzione particolare al problema
del mercato e dell’ambiente sulla scia dei principi comunitari:
l’acqua è pubblica ma la gestione può essere pubblica e privata, con
realismo e senza fondamentalismi per realizzare uno sviluppo
sostenibile
Più attenzione ai Paesi in via di
sviluppo e all’equità ponderata che è il fondamento della
sostenibilità
La sostenibilità non è solo razionale
utilizzo delle risorse energetiche ma è anche immaterialità, tutela
dei beni culturali e paesaggistici.in una visione non Komeinista per
la conservazione e valorizzazione, ovvero, debbono avere una
funzione sociale
Il tema del riscaldamento del Pianeta è
spesso usato in chiave anticapitalista mentre si potrebbero avere
maggiori benefici rispetto alla politica delle quote di abbattimento
di emissioni di carbonio in atmosfera aumentando progressivamente
gli investimenti per accelerare la sostituzione dei combustibili
fossili con energie eco-compatibili, rinnovate, pulite. Avviamo la
rivoluzione dell’idrogeno come stanno già facendo diversi Paesi.
Il problema ambientale è un problema di
sensibilità, solidarietà e di buon governo.
L’ambiente è la vita dell’uomo sul
Pianeta e la nostra qualità della vita. Vogliamo tutti respirare
aria pulita, avere acqua sufficiente e pulita, avere trasporti
efficienti e poco inquinanti, non avere rifiuti sotto casa, mangiare
cibo non avvelenato dall’inquinamento del suolo. Avere meno
emissioni di carbonio in atmosfera, meno disastri ecologici, meno
inquinamento acustico. Tutto questo nell’ottica che lo sviluppo e le
comodità del progresso non possono fermarsi nessuno vuole tornare al
mondo bucolico di Lucrezio ma tutti vogliamo capire i limiti dello
sviluppo senza isterismi e catastrofismi che non aiutano la causa
della tutela ambientale.
Conclusione
Oggi avviamo un
nuovo ed esaltante percorso insieme a tanti amici, studenti,
professionisti, lavoratori, cittadini il cui obiettivo è contribuire
alla tutela dell’ambiente per una migliore qualità della vita,
salvaguardare il diritto delle generazioni future e ritrovare il
gusto di affermare ideali senza estremismi, con il realismo del FARE
e l’ottimismo della ragione.